Tra il santuario bramantesco di Mongiovino nel territorio di Panicale e i quadri dell’infiorata di Città della Pieve ispirati dal Perugino

Il santuario di Mongiovino, si innalza sopra Tavernelle, frazione di Panica.le, e di questo territorio comunale è uno dei luoghi più belli, suggestivi ma anche importanti dal punto di vista dell'architettura, dell'arte e della storia del Rinascimento. Tutto iniziò nel 1513, esattamente 500 anni fa, quando, dopo un'apparizione della Madonna, secondo una leggenda di fondazione la Madonna sarebbe apparsa alla pastorella Andreana e le avrebbe parlato, a Mongiovino venne realizzato questo santuario mariano, meravigliosamente arrivato ai giorni nostri.

Questo complesso monumentale di rara bellezza racconta un pezzo del Rinascimento italiano, l'edificio, costruito in pietra arenaria a pianta greca da Rocco da Vicenza su probabile disegno del Bramante, nella prima metà de semicircolare che inglobava un'edicola in cui era affrescata un'immagine ritenuta miracolosa della Madonna, che secondo la credenza popolare aveva parlato alla piccola Andreana.
I lavori del tempio destinati ad incorpora re la piccola chiesa iniziarono solo nel 1524. Il composito nucleo architettonico costituisce uno dei più complessi monumenti del genere che vi sono in Italia. La forma della pianta e la scansione della pavimentazione ricordano schemi geometrici esoterici, che in quei tempi erano ben legati all'astrologia, all'astronomia, all'architettura, alla religione.
Una suggestione resa più forte dagli affreschi interni e dall'altare maggiore, dove si trovano statue opera di Valentino Martelli. La fama della bellezza del santuario si diffuse rapidamente tra i fedeli, ma anche tra gli architetti, tanto che già nel 1550 a Cortona, su progetto del Vasari, iniziarono i lavori della chiesa di Santa Maria Nuova, splendida imitazione del tempio.

Autentici leggiadri ed effimeri quadri, destinati a volare via nel giro di un giorno, ma non per questo meno belle, vengono dipinti con petali ed elementi vegetali per una delle Infiorate più famose dell'Umbria, che viene realizzata a Città della Pieve. Un'Infiorata che torna ogni anno, nella domenica più vicina al 21 giugno, ricorrenza di San Luigi Gonzaga che per l'occasione viene festeggiato tra sacro e profano. Nei quadri che escono dalle mani, ma anche dalla profonda preparazione culturale e artistica degli infioratori è forte l'ispirazione all'artista più importante di nascita pievese, e uno dei più importanti della storia dell'arte italiana: Pietro Vannucci, detto il Perugino, ma anche all'arte rinascimentale. L'Infiorata è motivo anche di spettacoli musicali, di suggestive melodie che accompagnano chi segue il percorso dei tappeti colorati, sia nella notte del sabato che nel pomeriggio della domenica. La città assume un'atmosfera magica e fuori dal tempo, gli organizzatori avvertono che

"Ogni edizione è unica, originale ed irripetibile cambiando ogni anno il tema e realizzando sempre disegni in forma originale"
, una visita ripetuta in anni diversi offre differenti suggestioni. Senza trascurare la cucina, con la taverna dove persone in costume d'epoca servono ai tavoli piatti rinascimentali e piatti tipici della cucina umbro-toscana. Il menu, tanto per citare, offre, tra l'altro, "pici" al sugo di cinghiale, cinghiale al dragoncello, fagioli con le cotiche e carni alla brace cotte sapientemente
Corriere dell'Umbria Venerdì 31 Maggio 2013



0 commenti

Posta un commento

Cerca su Orvieto Notizie

Cerca per argomento

Cerca per mese di pubblicazione

News sulla Provincia di Terni